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Letto,
visto e ascoltato per voi |
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Andrea Turetta :: 10 07 05 :: 16:59 T.U.
[pubblicato sul sito eurasia-rivista.org il 3 Gennaio 2005. ndlr]
Avevo già avuto modo di segnalare l’uscita di questo nuovo trimestrale. Ora, dopo averlo letto, posso dare un giudizio più preciso. La prima cosa che mi sento di dire è che chiamarlo “rivista” può sembrare limitativo. Io lo paragonerei, per la qualità della carta e della veste grafica, ad un libro… non monotematico, ma incentrato comunque su quell’area che viene appunto definita Eurasia.
Vi sono tematiche che affrontano la geopolitica ma si va a fondo nella conoscenza, di quella che è anche una storia di popoli, di stati, uscendo dalla conoscenza esclusivamente attuale dei fatti e delle situazioni.
Si parla certamente di relazioni tra vari paesi e si possono leggere varie analisi, fatte da studiosi e persone esperte dell’area. Nella lettura si possono scoprire legami tra passato e presente, il tutto basato su dati e fatti. L’Eurasia entra nel volume con varie nozioni di carattere politico, economico, culturale, spirituale, storico e scientifico.
Questo primo numero è composto da 144 pagine ed è incentrato sul tema della Turchia, un paese al centro d’Europa e che riveste notevole importanza per la sua posizione geografica.
Ad aprire è l’ Editoriale-presentazione scritto dal direttore della rivista, Tiberio Graziani che, come dal titolo, vuole essere una sorta di “biglietto da visita” per questo nuovo trimestrale.
Interessante il testo che segue di Aleksandr Dugin: “L’idea eurasiatista” che ci fa capire in che cosa consiste il termine “Eurasiatismo” e scopriamo tra l’altro, che ve ne sarebbe stato in passato uno classico mentre quello attuale, nato verso la metà anni ’80, sarebbe neo-eurasiatismo.
Se ne possono conoscere alcuni dettami e c’è spazio per confrontarlo con la globalizzazione che, non viene considerata più come unica soluzione per il mondo. Si può riflettere sul fatto che le basi del “nuovo mondo” (l’America) siano state in Europa ma di come questa, nel corso degli anni, sia stata messa in un angolo. Si potranno vedere quali sono le vaste aree in cui è diviso il mondo intero. Aree ben definite che ovviamente non sono un tutt’uno come l’idea di globalizzazione vorrebbe pian piano, far credere.
In particolar modo, viene osservata la quarta zona, quella che prende in se la Russia. Si fanno varie ipotesi su come potrebbe integrarsi in futuro per contrapporsi alla globalizzazione, all’Unicum sotto l’Egida USA. Tutte le possibilità vengono analizzate e vengono enunciati i principi dell’Eurasiatismo.
C’é poi, il modo di fare la conoscenza con Nicolaj Sergeevic Trubeckoj, di cui si può leggere una biografia. Lo stesso parla del “Nazionalismo paneurasiatico”. Nell’articolo, si fa riferimento alla Russia prima e dopo la Rivoluzione. A come i Russi un tempo padroni delle loro terre, siano via via diventati abitanti delle stesse zone con parità di diritti di popolazioni non russe. Una lettura che ha un che di attualità dato che forse serve anche a far capire meglio i rapporti con paesi separatisti.
Si passa di seguito al teme centrale di questo primo numero della rivista: si parla della Turchia.
La si conosce attraverso i dati che riguardano il paese. La superficie, popolazione,lingue, stato e statistiche a livello economico.
Si entra poi nella conoscenza del paese grazie ad Aldo Braccio, con il suo “Turchia: la potenza dell’acqua”. Vediamo che questo paese, sta dando all’acqua una grande importanza. Acqua come fonte di elettricità si cui evidentemente mira a diventare un grosso esportatore, così come per l’acqua. Quest’ultima, bene assai prezioso negli anni a venire. Si parla così del piano denominato GAP, per la creazione di 22 dighe e 19 centrali idroelettriche e si fa notare che la Turchia è un paese che negli ultimi anni si è indebitato notevolmente visti vari prestiti cui è dovuto ricorrere. Queste dighe porteranno comunque anche notevoli disagi alle popolazioni e sui territori (tra cui vari siti archeologici). Da notare anche il pessimo rapporto che i Turchi hanno con le popolazioni curde. Ad ogni modo, si sa che l’acqua viene oramai considerata come “il petrolio blu”. Bisogna vedere quali saranno le politiche del paese. Se si continueranno a richiedere aiuti dall’Occidente o si cercherà una maggior autonomia.
Un altro breve esame, Aldo Braccio, lo fa riguardo agli oleodotti e gasdotti, dato il ruolo strategico che la Turchia ha per quanto riguarda la distribuzione ed il passaggio di queste fonti energetiche.
Facciamo quindi con Tiberio Graziani, direttore della Rivista, un po’ di storia della Turchia, nell’ articolo “Turchia: dall’Impero all’Eurasia”. Conosciamo allora, le tappe salienti di quella che viene definita come “quarta penisola europea”. Un veloce excursus storico che ci permette di contestualizzare nelle varie epoche il paese e la sua funzione. Si potrà leggere dell’Impero ottomano fondato da Osman e del suo declino. La Turchia viene a perdere parte dei suoi territori e c’è chi si accorge di una risorsa importante presente nel paese: il petrolio, vi entrano compagnie inglesi, tedesche, poi c’è il primo conflitto mondiale al termine del quale, il quadro internazionale è cambiato, e di molto. Ci sono, da un lato, Francia ed Inghilterra che si spartiscono i possedimenti dell’ex-impero ottomano, gli Stati Uniti che iniziano ad inserirsi nelle vicende europee… dall’altro, in Turchia, una nuova classe dirigente guidata da Mustafa Kemal. La stessa Turchia, cerca di essere in quel dopoguerra, un paese indipendente, sia pur ridotto nelle dimensioni. Viene avviata anche una forte occidentalizzazione del paese. La minoranza etnica presente è quella curda che viene smembrata del governo kemalista. Si arriva a parlare della situazione di neutralità durante il secondo conflitto mondiale. Più tardi lasciata da parte per appoggiare gli USA in Corea, nella guerra…
L’America ha quindi un’importante funzione strategica per gli USA negli anni della guerra fredda, funzioni di controllo e contenimento dell’URSS. L’ altro alleato filo-americano e lo Scià di Persia, Reza Pahlevi.. Il crollo dell’Unione Sovietica e la Guerra del Golfo, degli anni ’90, fanno temere alla Turchia, una perdita di potere e quindi cerca nuove alleanze da un lato come potenziale guida delle repubbliche indipendenti uscite dall’URSS, dall’altro, cercando uno spazio incuneandosi nel vuoto creatosi nell’ex Jugoslavia. Un capitolo a parte merita “La Turchia e l’Europa”. Dove si parla degli sviluppi e delle prospettive che potranno venire a seguito di quelle che saranno le scelte di integrazione all’interno dell’UE ecc. Tre sono gli scenari proposti: scenario euroccidentale, scenario euroamericano e scenario eurocentrico o dell’Unione Riformata. Vengono analizzate tutte e tre le possibilità e si parla poi anche di un’eventuale alternativa Eurasiatica.
Nel capitolo che segue, il Prof. Claudio Mutti ci fa conoscere quella che è stata la Turchia dal punto di vista storico, quando, facendo parte dell’impero ottomano Costantinopoli veniva considerata la Capitale dell’impero romano. E ci conduce attraverso le varie vicissitudini, aiutandosi anche con la mitologia e quant’altro è stato tramandato nel tempo. Si potrà forse, conoscere meglio anche il ceto dirigente ottomano, si potrà sapere come la pensava il papa dell’epoca… un importante tassello per chi voglia conoscere la storia attuale della Turchia.
Con Martin A. Schwarz, si viene a conoscere la storia di Sabbetay Sevi, una figura importante all’interno della Turchia, considerato come un messia mistico. Una personaggio che ebbe notevoli seguaci e che non conoscevo.
Con Carlo Terracciano ed il suo articolo “Turchia, ponte dell’Eurasia”, c’è modo di ripercorrere ancora una volta, la storia del paese, attraverso il punto di vista storico fino ad arrivare ai giorni nostri. Nella seconda parte dell’articolo, c’è modo di rinnovare l’importanza della Turchia a livello geopolitica in qualità di rappresentante di una sorta di ponte, tra Europa e Asia mediorientale.
Molto interessante anche la prima delle recensioni letterarie, proposta da Stefano Vernole, delle riflessioni, partendo dal testo scritto da Carlo Jean, “Geopolitica del XXI secolo”… un saggio scritto dal generale Jean che analizza i più recenti accadimenti internazionali e scenari, venutisi a creare. Tra le altre cose, si parla di quali siano state le reali motivazioni dell’attacco all’Iraq, sferrato dagli USA. Si parla certamente del ruolo americano, ma anche di quello che potrebbero avere i paesi europei.
Ed altrettanto interessanti le osservazioni che fa il Prof. Mutti, riguardo al testo scritto da Alexandre del Valle “La Turquie dans l’Europe”. Un libro che Mutti definisce ponderoso, non poderoso. Ci sono parecchie imprecisioni e il buon Mutti si prende cura di metterle in luce…
Ultimo breve testo, quello di Aleksandr Varona che fa conoscere al lettore la figura di Kostantin Leont’ev (1831-1891).
E con lo stesso, si chiude questo primo numero di Eurasia. Una rivista decisamente interessante che mancava nel panorama di studi geopolitica italiani.