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Letto,
visto e ascoltato per voi |
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Mauro Meriggi :: 25 04 06 :: 2:15 T.U.
Sul “Mattino” di Napoli, il 31 agosto 2004, Marino Freschi propone un accostamento tra il radicalismo di Evola e quello degli odierni "no-global." “Evola no-global?” chiedono di rimando Le Edizioni di Ar in un questionario rivolto ai propri lettori. Ne nasce questo agile, interessante libretto in cui l’articolo di Freschi e i tre quesiti di Ar sulle reazioni da quello suscitate, sulla plausibilità di un’eredità evoliana assunta dai "no-global" e sul senso odierno della dicotomia destra-sinistra ("Un epitaffio per Julius Evola?"), accompagnati dalle risposte di Sandro Consolato ("Evola: la rivolta magica"), Giovanni Damiano ("Oltre l’identitarismo"), Piero Di Vona ("La fortuna di Evola"), Luca L. Rimbotti ("Evola: un ribellismo aristocratico") e Anna K. Valerio ("Nichilismo creativo"), si trovano incorniciati tra la premessa ideologica e metodologica del curatore, Piero Carini ("Un nuovo dibattito: il nichilismo creativo?"), e un’"Appendice" in cui questi ricorda, con opportuna riproposizione dei testi evocati, una “provocazione” di Ar dell’ormai lontano 1970 (il “Che” Guevara citato nell’"Avvertenza" posta dall’Editore al volumetto di Evola) e l’immediata reazione ad essa del romano Centro Studi “Ordine Nuovo”.
Evola no-global? si legge volentieri, ma dietro di sé lascia il dubbio che la sua digestione da parte dei lettori sia destinata a rimanere ancorata al contingente, da cui pure il lavoro è dichiaratamente scaturito. Un contingente oltre il quale si slancia, più di ogni altro, un audace periodo di Anna K. Valerio, che forse sarà necessario divulgare e quindi, purtroppo, volgarizzare (nel senso linguistico, ma non solo): “La negazione degli strati negligenti del tempo è la prassi inevitabile per riscoprire le falde dell’intemporalità; l’attimo del più cupo sprofondare negli abissi, del più prodigioso dissolvere nel caos le espressioni della modernità, diviene il "kairòs" da cui comincia una demiurgica, e verticale, creazione nuova degli elementi vitali.
Nichilismo è il ‘magnum inane’, il vuoto immenso, che prelude a ogni cosmogonia”.
Dalla 'Cittadella' (ultimo numero)
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